Il mercato italiano del P2P lending, dopo aver attraversato una iniziale fase di incertezza, comincia finalmente ad affermarsi e crescere a ritmi piuttosto sostenuti anche nel nostro paese. Numerosi players infatti si sono affacciati nel business dei prestiti tra privati ed anche la concorrenza internazionale inizia a proporre servizi per il nostro paese. Oggi voglio portarvi a conoscenza di un player internazionale di tutto rispetto che con i sui 73 milioni di volumi ha attirato anche 300 investitori italiani a finanziare clienti esteri:

Bondora


La storia di Bondora

19,364 investors have already invested EUR 73 Million through Bondora and have received EUR 15 million in interest. 89% of investors - including 303 from Italy - have earned over 10% annually.

Bondora ha sede a Tallinn (Estonia), e opera dal 2008 nei mercati di Spagna, Finlandia, ed Estonia. La sfida che la società si trova ad affrontare per espandersi è quella di conciliare le varie normative dei differenti paesi sui prestiti tra privati, con l’obiettivo di creare un mercato di scambio di liquidità fruibile da tutti senza confini nazionali. Attualmente oltre 19.000 investitori hanno deciso di attivare un account all’interno della piattaforma con l’obiettivo di finanziare soggetti alla ricerca di finanziamenti in rete.

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L’azienda attualmente è composta da 45 dipendenti ed è supportata dai servizi di auditing di Deloitte consulting e PwC.

Come funziona Bondora?

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I finanziamenti concessi all’interno della piattaforma vanno da un minimo di 500 euro ad un massimo di 11.000 euro con una richiesta media di 2400 euro. Le scadenze invece vanno da un minimo di 3 mesi ad un massimo di 60 mesi. L’investimento minimo che può essere effettuato su Bondora per ogni singolo prestito è pari a 5€. Una cifra così contenuta permette di diversificare il rischio in maniera ottimale in quanto un eventuale default di una posizione andrà ad intaccare solo una piccola parte dell’intero patrimonio investito in piattaforma.

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Per quanto riguarda i rendimenti, sulla carta sembra che questa piattaforma sia la migliore rispetto alle due regine del P2P lending americano: Lending Club e Prosper. (Mi riservo di confermare tale dato attraverso l’analisi dei dati statistici). L’aspetto più interessante di questa piattaforma risiede nel fatto che un investitore può beneficiare della differenza dei tassi che vengono applicati nei diversi paesi e ottenere rendimenti – in linea teorica – più elevati rispetto ad una piattaforma che opera con licenza in un unico paese. Bondora ha una pagina delle statistiche simile a quella di Lending Club che utilizzerò per approfondire l’analisi del portafoglio.

Conclusioni

Bondora è il primo player ad aver adottato un approccio globale ed i risultati ottenuti fanno sperare che il business dell’azienda sia ben strutturato e sotenibile. Se state considerando di investire una somma sul P2P lending, questa può essere una alternativa interessante. Se avete bisogno di ulteriori informazioni, contattatemi all’indirizzo mail info@fintechnews.it.

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