Esiste un modo per testare la bontà di un sistema di rating di una piattaforma di P2P lending? La risposta è si, se si hanno i dati a disposizione! Numerose piattaforme si sono affacciate nel web nel corso degli ultimi anni ma non tutte hanno deciso di pubblicare i propri dati statistici. I motivi saranno sicuramente validi ma per l'investitore questo è un grosso limite soprattutto se particolarmente evoluto ed in grado di selezionare autonomamente i propri investimenti.

In questo articolo verrà esplorato il sistema di rating di Bondora, una delle diverse piattaforme Europee di P2P che permette di scaricare l’intero dataset dei finanziamenti con una miriade di informazioni utili agli analisti del credito. Speriamo che in un futuro non troppo lontano anche le piattaforme italiane seguano questo trend così da avere sempre più informazioni a disposizione per far decollare il P2P lending anche nel nostro paese.

I sistemi di rating utilizzati

Bondora, è presente in tre mercati: Estonia, Finlandia e Spagna. Ad ogni cliente che richiede un prestito, viene assegnato un rating che permetterà poi di definire il tasso di interesse da applicare al finanziamento. Bondora ha un modello di rating interno e utilizza inoltre gli score dei credit bureau per definire il tasso di rischio corretto ad ogni controparte. Per ulteriori approfondimenti su siano i rating e qual è la loro utilità vi consiglio la lettura di questo articolo. Qui l’obiettivo sarà quello di avere una visione d’insieme del portafoglio Bondora sotto il profilo di rischio.

Il campione osservato

Il campione di prestiti utilizzato per l’analisi è composto da 30.170 finanziamenti. Di questi il 9% è privo di un rating. Ciò significa che non è presente un indicatore della rischiosità del cliente. Inoltre esistono circa 3200 prestiti che hanno valorizzato solo il rating interno. Non hanno quindi alcun dato disponibile derivante dai credit bureau. Osserviamo infine che oltre il 40% dei prestiti è stato erogato in Estonia, segue poi la Spagna e la Finlandia.

 

 

Osserviamo ora come si è mosso il portafoglio Bondora negli anni. Ciò che balza subito all’occhio è l’ultima colonna. (Rating HR). Questi soggetti sono i cosiddetti “High Risk” ovvero persone che hanno un profilo di rischio molto elevato e pertanto sono anche soggetti che avranno applicato un tasso di interesse molto alto. Possiamo sostenere quindi che nel 2014 e nel 2016 Bondora ha accettato molti prestiti “rischiosi”. Ho notato inoltre che la maggior parte dei clienti HR sono di provenienza Spagnola e pertanto saranno oggetto di analisi più approfondita.

 

Il sistema di rating Spagnolo

Bondora ha erogato in Spagna oltre 6100 prestiti. La piattaforma utilizza due score che sono prodotti dai credit bureau ed uno score interno.La mia analisi ha come obiettivo quello di controllare se il sistema interno è allineato ai credit bureau. Detto in altri termini se esiste una sorta di profilazione del rischio simile tra sistema interno e credit bureau.

Il rating del credit bureau 1 profila la clientela in larga parte come poco rischiosa ed un’altra fetta importante come mediamente rischiosa (colonne M1 e M5). Secondo questo credit bureau non sono stati erogati finanziamenti particolarmente rischiosi.

Anche con il secondo sistema di rating non esistono clienti rischiosi. La maggior parte si colloca nella classe B considerata di buona qualità.

Osserviamo infine il sistema di rating interno… I clienti stranamente sono tutti rischiosi. Sono pochissimi i casi in cui un debitore è classificato come “Buono”. A questo punto è interessante proseguire l’analisi osservando i tassi di interesse che sono stati applicati.

 

Analysis Variable : Interest
Rating N Obs N Mean Std Dev Minimum Maximum
B 11 11 19.027273 4.2073961 17.35 31
C 48 48 21.075 4.2859146 18.92 35
D 132 132 26.277121 2.6317058 22 34
E 766 766 30.911071 2.9096779 12 43.77
F 698 698 38.863037 5.6322299 20 68.52
HR 4509 4509 58.86216 35.179454 12 263.63

Osserviamo la riga HR. 4509 prestiti con un tasso medio di interesse del 58% circa e un range di oltre 250 punti tra il valore massimo e il valore minimo. Effettivamente quindi i clienti pagano un tasso di interesse allineato al sistema di rating interno. Resta da comprendere se effettivamente questi soggetti abbiano le caratteristiche tali da essere profilati come rischiosi o se si tratta di un’anomalia / strategia di acquisizione degli investitori.

Nel prossimo articolo il focus sarà ancora più dettagliato.

Stay tuned…