Bondora, è una piattaforma di P2P lending che opera con una speciale licenza in tre mercati: Finlandia, Estonia e Spagna. Ciò le permette di avere un bacino di utenti stimato pari a 53 milioni di persone. I tre paesi in cui vengono erogati finanziamenti hanno un rating governativo di tipo investment grade. Di seguito viene riportata una tabella che riepiloga i principali dati macro dei tre stati.

bondora - mercati

Come possiamo notare, la Spagna ha il bacino più grande di utenti ed ha inoltre i valori più alti di GDP (Finlandia ha il miglior GDP pro-capite). Ha però anche un elevato tasso di disoccupazione e ciò potrebbe riflettersi in un più elevato rischio di insolvenza. Ma procediamo con ordine…

…cominciamo ad esplorare la composizione del portafoglio di Bondora attraverso l’analisi dei dati statistici disponibili a questo indirizzo.

La composizione del portafoglio Bondora

La piattaforma è attiva dal 2009 ma fino al 2013 le performance non sono state esaltanti. Le erogazioni medie sono state pari a circa 680 per anno. Ma dal 2013 qualcosa è cambiato come possiamo notare dal grafico sottostante. Attualmente sono stati erogati 30170 prestiti che corrispondono al campione che è stato utilizzato per effettuare questo tipo di analisi.

Il secondo grafico è invece relativo ai volumi scambiati. Il trend è simile in quanto il numero di finanziamenti e importi crescono di pari passo.

bondora volumi

Ed infine osserviamo la dinamica dell’importo medio nel tempo. Il calcolo è stato fatto dividendo il totale erogato per il numero di finanziamenti per ogni anno. Anche per questa variabile, osserviamo un movimento anomalo fino al 2013 per poi stabilizzarsi intorno ai 2500 – 3000 euro.

bondora importo medio

Chudiamo questa carrellata di grafici con la dinamica del rating. Come possiamo osservare, solo a partire dal 2012 è stato valorizzato il rating per ogni singola controparte. Il rating AA è il migliore, inteso in termini di insolvenze. Il rating HR è il peggiore in quanto sono identificate tutte le controparti con un elevato tasso di rischio di default.

Le performance del portafoglio Bondora

Arriviamo ora alla parte più interessante dell’analisi. Partendo dai dati in cui è disponibile il rating (anno 2012) ho condotto alcuni calcoli per estrarre tre importanti risultati: i tassi medi per classe di rating, le perdite attese ed infine i rendimenti stimati medi.

Partendo dai tassi di interesse, notiamo un anomalia dal 2012 al 2014 in quanto sono tutti piatti e pertanto un finanziamento rischioso veniva erogato allo stesso tasso di uno meno rischioso… sinceramente non me lo riesco a spiegare. Poi dal 2015 i tassi si sono allineati ed attualmente la curva ha un andamento regolare.

Osserviamo invece il tasso di perdite attese stimate per classe di rating. In questo caso, il tempo non ha modificato la curva. Inoltre essa appare allineata alla teoria economica in quanto classi di rating rischiose dovrebbero riflettere perdite attese più elevate.

Ecco infine le curve dei rendimenti. Osserviamo rendimenti che calano nel periodo che va dal 2012 al 2014 all’aumentare del rischio in quanto è presente un’anomalia che è stata spiegata nel precedente paragrafo. Le curve del 2015 e del 2016 invece hanno andamenti “regolari”.

Notiamo tuttavia che la curva del 2016 è più bassa di quella del 2015. Ciò significa che i rendimenti medi si sono abbassati nel corso di quest’anno.