Il P2P lending è noto per essere un investimento che permette di ottenere dei rendimenti interessanti rispetto ad altri prodotti finanziari. Ma quanto rende effettivamente un investimento nel P2p lending? L’obiettivo di questo articolo è quello di fare un po’ di chiarezza, fornendo alcuni semplici spunti per comprendere quali siano gli elementi chiave da avere sotto controllo per risolvere ogni dubbio al riguardo.

Innanzitutto, il tasso di rendimento indica la remunerazione del capitale investito e solitamente viene espresso in termini percentuali. Per convenzione, esso viene calcolato su base annua. L’errore più comune che si può commettere nell’interpretare il tasso di rendimento è quello di confrontarlo con strumenti che hanno differenti gradi di rischio o differente durata portando ovviamente ad una valutazione errata dell’investimento.

 

L’analisi dei dati

Il servizio di P2P lending in Italia viene fornito attualmente da diverse imprese le quali forniscono analytics per poter fare analisi economiche. In questo caso, sono stati utilizzati i dati di febbraio 2015 pubblicati da Smartika. Ovviamente il rendimento è un valore che si modifica nel corso del tempo ma la logica sottostante il suo calcolo rimane invariata. Il valore iniziale da cui poi è derivato tutto il calcolo del tasso di rendimento è il TAN medio. Il Tan medio (tasso annuo nominale) è la percentuale di interessi che i debitori sono tenuti a pagare ai vari creditori che li finanziano. Come possiamo notare dalla tabella sottostante, non esiste un unico tasso, ma esiste un tasso per ogni mercato in cui è possibile investire all’interno della piattaforma. Essi sono 20 e sono identificati da una lettera seguita da una cifra. (ad esempio A12). La lettera indica la classe di rating. In finanza, il rating esprime un giudizio circa l’affidabilità del debitore. Detto in altri termini permette di comprendere in maniera molto semplice la capacità di poter rimborsare i propri debiti. Ogni impresa di P2P lending assegna ad un richiedente una classe di merito (rating). In questo modo, un investitore è in grado di comprendere il grado di solvibilità finanziaria di quel particolare debitore. La migliore classe di merito è la A+, la peggiore è la K. La cifra invece indica la durata dell’investimento. Allo stato attuale, è possibile effettuare un investimento alle seguenti scadenze: 12 mesi, 24 mesi, 36 mesi o 48 mesi.
Al TAN medio è stata sottratta la commissione pari all’ 1% dell’investimento da corrispondere alla piattaforma e le imposte (ipotizzando un’aliquota del 23%). E’ stato così ottenuto il Tasso di rendimento. Tale valore non è il tasso di rendimento effettivo, in quanto è necessario depurarlo dalle insolvenze registrate a sistema.
TASSI P2P LENDING

Analisi grafica

Dopo aver calcolato la formazione del tasso di rendimento annuo (al lordo delle insolvenze) è stato creato un istogramma che mette in relazione i tassi di interesse con tutti i mercati della piattaforma. Attraverso la lettura del grafico è possibile far emergere due relazioni fondamentali della finanza:
  • La relazione rischio – rendimento
  • La relazione durata – rendimento
Nella prima relazione, la teoria economica indica che in un mercato efficiente esiste sempre una relazione diretta tra rischio e rendimento, cioè che all’aumentare del rischio deve crescere il rendimento del titolo. In questo caso,  essa viene sempre soddisfatta in quanto il tasso K12 > C12 > B12 >A12 > A+12.
La seconda relazione invece è relativa al legame tra l’orizzonte temporale e il rendimento. E’ sempre una relazione diretta che all’aumentare del tempo deve aumentare il tasso di rendimento. Anch’essa viene sempre soddisfatta poiché A+48 > A+36 > A+24 > A+12.

 

 

Le sofferenze

Come già accennato, il calcolo del tasso effettivo di rendimento non tiene conto delle sofferenze di sistema. Per sofferenza si intende un prestito che è divenuto irrecuperabile. Dal punto di vista economico, un investimento di questo tipo si tramuta in una perdita in conto capitale in quanto la somma investita probabilmente non verrà mai più restituita all’investitore. Per comprendere l’impatto delle sofferenze sono stati utilizzati i medesimi dati forniti dalla piattaforma Smartika. Il grafico seguente mostra per ogni mercato la percentuale di prestiti in sofferenza sul totale dei prestiti erogati. Ad esempio, nel mercato C48 l’11,41% dei prestiti è in sofferenza, nel mercato A+12 nessun prestito è in sofferenza e così via. Notiamo come non esista una relazione lineare tra il rischio ed il tasso di insolvenza. Ciò sta a significare che i tassi stimati dalla piattaforma differiscono dalla realtà effettiva.

tassi di sofferenza
Tassi di sofferenza

Conclusioni

Investire nel P2P lending sicuramente può essere una valida alternativa rispetto ad un titolo di stato piuttosto che un’obbligazione. E’ tuttavia importante aver compreso appieno la natura dello strumento ed i suoi rischi. Lo scopo di questa analisi permette di poter trarre qualche informazione utile per effettuare investimenti più consapevoli e più in linea col nostro profilo di rischio. Possiamo notare ad esempio come il mercato C48 sia quello che offre il maggior rendimento ma anche il maggior rischio.
Qual è il miglio mercato su cui investire? Dipende…

Fonti: